IL MELOGRANO

Buttate pure via ogni opera in versi o in prosa. Nessuno è mai riuscito a dire cos'è, nella sua essenza, una rosa. Giorgio Caproni

CHI SONO

Utente: esplanade
AL LETTORE E di migliori, sicuro io ne ho scritte che tanto alto il mio cuore s’innalzava, da mietere vertigini e tempesta unico impasto. Ma non rinnego la gioia ch’è dei fiori, innominati nel campo, e sulle sponde; dove di corsa si passa senza colta, se non negli occhi di quelli più capaci, di andar con sentimento e narici ad altri mondi. Poco importanti, probabilmente, ai più non a coloro che in sella a tanta vita s’inebriano di spiccioli di piccole fortune

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domenica, 08 novembre 2009

LE ORE SANTE


Hai l’eloquenza degli alberi di mele,
quando venivano i canti dalla piana
dei contadini a passo di bue.
Le verdi mele,
acerbe e piccoline,
più vanto che proibito a dir vero;
il riso in bocca
di canottiere mezze smangiate
il niente danno
dell’erba e la sua specie d’amore sui ginocchi.

Così è questo sentirti la mano
ora ch’è ferma
e pare aver smarrito le chiavi in acqua scura.
Così è del polso il vento leggero che lo scuote,
il tendine viepiù rilassato
l’osso incline
fotografato al muso di un cane
o a un mio passaggio.
Memoria della vita passata,
del ragazzo,
che t’ha insegnato orgoglio di petto
il nudo estremo
la trasparenza fino nel grembo
le ore sante.


Massimo 28 ottobre 2009

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categorie: afrodite
sabato, 07 novembre 2009

ALTRE NOTIZIE


Ricordo che l’odore dei morti era lo stesso:
come dei calabroni che lasciano la casa.
Le labbra chiuse come un sigillo in ceralacca,
la tapparella mezza calata
su il caffè.
Per quelli già venuti a tradire l’emozione
a dirci di quel tale o quell’altro
altre notizie
da aggiungere all’elenco dei persi.
Non in Russia, dentro la neve
come le lepri prese a fame;
ma misteriosamente in un attimo già andati.
Trovati nella stalla, le mani sopra il petto
scaraventati al fosso con tutta bicicletta;
le donne dentro un letto
discrete, più ordinate.
Altra natura, altri colori
santo iddio.


Massimo 16 ottobre 2009

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categorie: diario di bordo
giovedì, 05 novembre 2009

MILLE FINESTRE SPALANCATE


Sulla schiarita, fiore di nardo e di sambuco
sta già la luna madre di tetti.
È come un seno
capezzolo diamante ch’è d’ogni balia piena.

Col sottogonna in raso vermiglio
qui mi ama
come fa l’acqua a ruggine in fiore
l’onda quieta
che lecca e poi ritira
mai stanca
mai da sola


Massimo 26 ottobre 2009

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categorie: armonia
mercoledì, 04 novembre 2009

PER ALDA MERINI


Tutti al mondo
si resta in un dispiego di voglie
miti, affranti;
taluni in claudicante bellezza
altri artificio
luce migliore esplosa
di manganesio e fame.
La fame che conduce agli specchi
ai letti, al cuore
degli uomini educati
e di quelli più impauriti.

E guai sia solo piangerti
tu che prorompi il seno
come le cattedrali di una città salùbre.
Mia primavera dell’Anatolia
bianca, impura
ragazza eviscerata alla cruna d’elettrone.
Ma sia la chioma rossa del ballo
la tangheira, le rose da portare sulla tua porta
il mito, del dio che uccide a volte gli amanti,
dillo tu.


Massimo 03 novembre 2009

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categorie: appunti di viaggio nella follia
martedì, 03 novembre 2009

MEZZA ETA’


E quando si fa autunno davvero
e tace il giusto
e sulla spiaggia è solo quel cane in allegria
e il mare sembra proprio una vecchia.
Siamo qui
qui goderecci a mele d’argento
io e te
senza una foto o un verso da cine.
A mezza età.
La mano tesa al lustro d’arbusti
l’altra giù
a cenere di pettini d’osso;
la follia
che il tempo ha lavorato sugli alberi.
Io e te
il frutto scintillante che viene
e che va via.


Massimo 25 ottobre 2009

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categorie: diario di bordo
domenica, 01 novembre 2009

ALDA MERINI

Leggo ora della morte di Alda Merini, una delle poetesse da me più amate.
Ho avuto il privilegio di incontrarla almeno in un paio di occasioni. L’ultima, con l’amica Anna (autrice della prefazione al mio libro “Musicalia”) in un pomeriggio autunnale denso della sua spiritualità. È stata fonte di ispirazione preziosa e indimenticabile per me. Oggi è una giornata molto triste, non riesco a dire altro per ora.

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categorie:
venerdì, 30 ottobre 2009

LASCIARTI A CASA


Lasciarti a casa, in creta e silenzio
un po’ di me.
Di quello che le gambe faranno
le mie mani
e le parole tutte risposte al non ci sei.
Lasciarti a casa, forse la borsa
il mio giornale
l’eredità di odori e marito, la presenza
e come son capace di farti due carezze.
Di chiuderti i bottoni al pigiama
e poi gli occhiali,
venendo senza piedi feriti sul tuo lume
come un’eclissi senza la fine a nessun mondo.
Lasciarti a casa il piovere
i fiori gialli, il sugo
mezz’etto di spaghetti scaldati
un cioccolato.
Il filo del telefono staccato.
Le mie scarpe, su per le scale
tanto ti arrabbi
il cesto pieno, di panni più noiosi che altro
e questo andare
da dove il sole ha il visto scaduto
a un altro cuore
altri villaggi senza la banda, né bandiere
a farmi via dal corpo la voglia che ho di amare.


Massimo 23 ottobre 2009

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categorie: diario di bordo
mercoledì, 28 ottobre 2009

SEGNALI



Nel palmo che ti sfiora i sempreverde
il mio eco, la coscienza
dell’essere vissuto come un mattino al sole.
Più lieve del deposto fraseggio sulla terra
di quegli uccelli accorsi ad amarne il corpo steso.

Nelle figure terse, scoccate dal tuo ventre
in giro per il mondo in burrasca
o qui al riparo.
Nel mio fragore sparso di cenere
il singulto
dell’attimo che tutte le stelle sono una,
e mi confondi il pianto
con spinte del godere.

Nell’abbandono d’ogni riflesso è la mia storia
nel dopo farmi aria di marzo
un giovinetto
che prende dieci e torna felice
dalla scuola.


Massimo 21 ottobre 2009

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categorie: afrodite
domenica, 25 ottobre 2009

I REMATORI


Son piccoli, nel buio, i rematori.
In questa piana turca
di luna che s’appoggia
su campi ridondanti, gonfi d’uccelli e semi.
Su questo viale morso da ruote e bolognini,
da donne di ritorno da messa prima
in ombra, quell’ombra poverissima
che il giorno non è ancora.
Son piccoli e felici, nel buio, i rematori.
Si danno baci e pacche di spalla
due spintoni,
le ragazzine sanno di fresco
i maschi d’uva
passita e messa in grande fermento.
Ricky è bello, e suda a fare passi gaglioffi
Michael ride
lo prende come un sacco da boxe
Carlotta freme:
dal monitor ch’è grande come una monetina,
aspetta invano un segno d’I Love You
poi capisce
e guarda verso il faro del treno
non è storia.

Massimo 17 ottobre 2009

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categorie: esercito dei senza riserva
giovedì, 22 ottobre 2009

TOCCARE


Lungata
alle colonne del buio, mani avanti
per sospettare il pozzo dell’acqua
e unire il viso, al tiepido conforto
di chi ti vuole bene.
Di chi ora mette il segno sui sogni,
altro da fare,
altri merletti e pizzi
cotoni delicati.

Toccare.
Come si fa col grano
e il diritto dell’amore.

Con quell’inchiostro dolce
che viene dal mio ieri,
le pagine tue aperte
lasciate controvento.
Come un messaggio uscito dalla bottiglia,
il fiore,
venuto alla fessura
di due piastrelle mute.


Massimo 08 ottobre 2009

postato da: esplanade alle ore 19:04 | link | commenti (21)
categorie: afrodite